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Baudolino

Umberto Eco

Baudolino sapeva che una buona reliquia poteva cambiare il destino di una città, farla diventare meta di pellegrinaggio ininterrotto, trasformare una pieve in un santuario. A chi potevano interessare i Magi? Gli venne in mente Rainaldo: gli era stato dato l’arcivescovado di Colonia, ma doveva ancora andarvi per esservi ufficialmente consacrato. Entraren ella propria cattedrale portandosi dietro i Magi sarebbe stato un gran colpo. Rainaldo cercava dei simboli del potere imperiale? Ed ecco che aveva sottomano non uno ma tre re che erano stati al tempo stesso sacerdoti.
Chiese al prete se poteva vedere i corpi. Quello chiese di aiutarlo, perchè bisognava fare ruotare il coperchio del sarcofago sino a che non avesse messo allo scoperto la teca in cui i corpi erano custoditi.
Fu una fatica, ma valeva la pena. O meraviglia: i corpi dei tre Re sembravano ancora vivi, anche se la pelle si era rinsecchita e incartapecorita. Ma non si era abbrunita, come accade ai corpi mummificati. Due dei Magi avevano ancora un volto quasi latteo, uno con una gran barba bianca che scendeva sino al petto, ancora integra, anche se indurita, che sembrava zucchero filato, l’altro imberbe. Il terzo era color ebano, non a causa del tempo, ma perchè scuro doveva essere anv+che in vita: sembrava una statua di legno, e aveva persino come una incrinatura sulla guancia sinistra. Aveva una barba corta e due labbra carnose che si sollevavano mostrando due soli denti, ferini e candidi. Tutti e tre avevano gli occhi spalancati, grandi e attontiti, con una pupill lucente come vetro. Erano avvolti dat re mantelli, uno bianco, l’altro erde e il terzo porpora, e dai mantelli spuntavano tre brache, lla foggia dei barbari, ma di puro damasco trapunto da file di perle.
Baudolino rientrò veloce negli accampamenti imperiali, e corse a parlare da Rainaldo. Il cancelliere capì subito quanto valeva la scoperta di Baudolino, e disse: “Bisogna fare tutto di nascosto, e prsto. Non si potrà portare via tutta la teca, è troppo visibile. Se qualcun altro qui intorno si rende conto di cosa hai trovato, non esiterà a sottrarcelo, per portarlo nella propria città. Farò preparare tre bare, di legno nudo, e durante la notte li portiamo fuori le mura, dicendo che sono i corpi dit re valorosi amici caduti nell’assedio. Agirete solo tu, il Poeta e un mio famiglio. Poi li lasceremo dove li avremo messi, senza fretta. Prima che possa portarli a Colonia occorre che sull’origine della reliquia, e sui MAgi stessi, siano prodotte testimonianze veritiere. Domani tornerai a Parigi, dove conosci persone sapienti, e trova tutto quello che puoi sulla loro storia.”
Nella notte i tre re erano stati trasportati in una cripta della chiesa di San Giorgio, fuori le mura. Rainaldo aveva voluto vederli, ed era esploso in una serie di imprecazioni indegne di un arcivescovo: “Con le brache? E con questo berretto che sembra quello di un giullare?”
“Signor Rainaldo, così vestivano evidentemente a quell’epoca i savi dell’Oriente; anni fa sono stato a Ravenna e ho visto un mosaico dove sulla veste dell’imperatrice Teodora i tre Magi sono raffigurati più o meno così”

Traducido por Carme Arenas Noguera
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