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Terra Baixa

Àngel Guimerà
Terra bassa

(Marta viene della sua stanza, toglie la pentola dal camino e la pone sul tavolo con del pane e un coltello.)

MARTA. Se vuoi mangiar...

CANDI. Io non ho fame, e voglio parlar con te...

MARTA (andandogli vicina).Ebbene, che vuoi dirmi?

CANDI (allontanandola da se). Stammi lontana... Va!... Ai monti miei io torno, che lasciai per scender quì. Addio!

MARTA. Ah, non partire!
Per Gesù te ne pego!... E a me perdona!

CANDI.Io... perdonarti?!... Tu m’hai ingannato! Io sol sprezzarti, maledirti posso! Ed ammazzarti!...

MARTA. Ah, si, m’uccidi!... Si! Ti chiedo di morir!...

CANDI. Non morirai! Ma vederti più mai, questo voglio!

MARTA. Tu uccidermi non vuoi perchè hai paura!... Perchè tu sei vile!

CANDI. Io... vil?...

MARTA. Ah, ch’io da te insultar mi senta, ch’io mi senta insultar, e mi trafigga il tuo coltello,... ma, deh, non partire! (Abbraccia le sue ginocehia).

CANDI. Io soffoco quaggiù!... Ai monti miei torno... e nel fango ti lascio con lui!

(Si scioglie da lei, arretra, muove verso la porta. Marta è caduta al suolo e si solleva un poco appoggiandosi su un braccio.)

MARTA (disperatamente, quasi pazza, piangendo e ridendo insieme).

Con lui ch’io amo!... È ver!... Io t’ho ingannato! Comprendi ben?... E tu non mi punisci

perchè sei vil... Ma non partire, Candi... D’un altro, è vero, io fui... Si, fui sua... ma non tua!

CANDI (furibondo tornando a lei, coi pugni stretti).

Taci!... Taci!

MARTA rialzandosi, come lieta ch’egli non sia partito). Uno scioco tu sei!... Ma, dunque, non comprendi ancora? Io di te mi burlai!... Rido di te!... Cogli altri rido anch’io!

(Ride pazzamente.) Che allegre nozze!... Ridean tutti!... E lui, lui pur rideva!...

CANDI balza verso il tavolo, afferra il coltello).
Ah, per Iddio, bada, bada, a te!...

MARTA (afferrando il suo braccio sinistro).
Si! lui pur rideva!... Ah!... Ah!
CANDI (brandendo il coltello).
Or per morir tu stai!

MARTA. Non esitar!... Colpisci! Che non sei vil mi prova!

CANDI (allontanandosi di nuovo da lei).

Ah, farti male non posso!

MARTA (vedendolo allontanarsi, come per provocarlo di nuovo e trattenerlo).

Che codardo sei tu!... Per un po’ d’or ti sei venduto!

(Lo fisa in atto di sfida.)

CANDI (forsennato, vibra il coltello contro di lei).
Venduto... io?!... Ah, infame!
(La ferisce a un braccio.)
MARTA. Ah, finalmente!

CANDI (gettando via ji colteijo). Che feci, mio Dio!

MARTA. Versasti il sangue mio! Quanto felice or son, ah, tu non sai!

CANDI. Orrore mi fo!... Una belva son io!
(Cade su una sedia col volto nelle mani, in atto di disperazione.)

 

Translated by Rudolf Lothar
Àngel Guimerà, Terra bassa. Berlin: Bote & G. Bock, 1909, p.60-69.
Àngel Guimerà
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