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Poesia. Edició crítica

Joan Maragall
La vacca ciega
Ora in un tronco ora nell’altro urtando,
guidata dall’instinto, verso l’acqua
sen va la vacca solitaria. E cieca.
Un garzone de stalla con un sasso
malamente lanciato le accecò
un occhio; un velos scese sopra l’altro:
la vacca è cieca. A bere ella si reca
como faceva un tempo alla sorgente,
ma no col passo fermo d’una volta
nè con le sue compagne. Ella va sola.
Le compagne per valli e per alture,
pel silenzio dei prat, presso il fiume,
fan tinnire i sonagli mentre pascolano
a caso l’erba fresca... Ella cadrebbe.
Utra il muso nell’abbeveratoio
e rincula spaurita, ma ritorna
e abbassa il capo verso l’acqua. Beve
tranquilla. Poco beve, senza sete.
Poi alza al cielo con un gesto tragico
la gran testa cornuta; un poco sulle
morte pupille battono le palpebre;
torna nel buio, sotto il sole che arde,
per la via conosciuta, dondolando
languidamente la sua lunga coda.
Traduït per Giorgio Ferrante
Joan Maragall, La vacca ciega. Document de l’Arxiu Maragall.
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